Al Galliera di Genova la carenza di infermieri riduce i posti letto in Cardiologia
L'ospedale genovese è costretto a riorganizzare i reparti dopo il trasferimento di numerosi infermieri verso le Case di comunità: Cardiologia dimezza la propria disponibilità di posti letto.

Un nuovo caso emblematico mette in luce le fragilità del sistema sanitario alle prese con la cronica carenza di personale infermieristico. All'ospedale Galliera di Genova la partenza di diversi professionisti, attratti dalle opportunità offerte dalle nuove Case di comunità, ha reso necessaria una riorganizzazione dei reparti. A pagarne le conseguenze è stata soprattutto la Cardiologia, che si è vista costretta a ridurre della metà i propri posti letto.
Perché gli infermieri scelgono le Case di comunità
Il fenomeno non riguarda soltanto Genova, ma rappresenta una tendenza sempre più diffusa a livello nazionale. Le Case di comunità, previste dagli investimenti del PNRR per potenziare l'assistenza territoriale, stanno assorbendo una quota crescente di personale sanitario. Per molti infermieri queste strutture rappresentano un'alternativa allettante rispetto al lavoro ospedaliero: orari spesso più regolari, minore intensità dei turni e la possibilità di operare in un contesto assistenziale diverso, più vicino al territorio e alla prevenzione.
Il rovescio della medaglia, tuttavia, è evidente. Ogni professionista che lascia i reparti ospedalieri crea un vuoto difficile da colmare, soprattutto in un momento in cui il ricambio generazionale è rallentato dalla scarsità di nuove leve e dal calo delle iscrizioni ai corsi di laurea in Infermieristica.
Le ricadute sull'assistenza
Dimezzare i posti letto di un reparto delicato come la Cardiologia significa ridurre la capacità di accoglienza dei pazienti, con inevitabili ripercussioni sulle liste d'attesa e sulla gestione delle urgenze. In un ambito in cui la tempestività degli interventi può fare la differenza in termini di esiti clinici, ogni contrazione dell'offerta assistenziale desta preoccupazione tra operatori e cittadini.
La vicenda del Galliera racconta, in fondo, un paradosso del nostro sistema sanitario: nel tentativo di rafforzare un settore, quello territoriale, si rischia di indebolirne un altro, quello ospedaliero, semplicemente spostando le stesse risorse umane da un fronte all'altro. Senza un reale aumento del numero complessivo di infermieri, le riforme rischiano di trasformarsi in una coperta troppo corta.
Serve una strategia di lungo periodo
Gli episodi come quello genovese richiamano l'attenzione sulla necessità di politiche strutturali: valorizzazione economica e contrattuale della professione infermieristica, incentivi per trattenere il personale nelle strutture ospedaliere, investimenti sulla formazione e strategie efficaci per rendere la professione nuovamente attrattiva per i giovani.
Finché non verranno affrontate le cause profonde della carenza, situazioni come la riduzione dei posti letto al Galliera continueranno a ripetersi, mettendo a rischio la sostenibilità dell'intero sistema e la qualità delle cure garantite ai pazienti.




