Infermiere

Case della Comunità: da Agenas le linee guida definitive sul lavoro in équipe

Il documento finale di Agenas definisce come organizzare il lavoro multiprofessionale nelle Case della Comunità, con un'équipe di base e una a geometria variabile per una presa in carico integrata del paziente.

by Redazione 28 luglio 2026
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Agenas ha pubblicato la versione definitiva delle linee guida dedicate al lavoro in équipe all'interno delle Case della Comunità. Il testo, che segue la prima bozza diffusa lo scorso aprile, rende operativo uno degli aspetti centrali del DM 77/2022, il decreto che ridisegna l'assistenza territoriale nel nostro Paese.

L'obiettivo dichiarato è superare la logica del professionista che opera in modo isolato, il cosiddetto lavoro "a compartimenti stagni", per costruire una vera squadra assistenziale attorno ai bisogni della persona. Un cambio di paradigma che vede l'infermiere protagonista di primo piano, insieme alle altre figure sanitarie e sociali.

Come sarà composta l'équipe

Il modello proposto prevede due livelli complementari. Il primo è l'équipe di base, il nucleo stabile del servizio, formato dal medico di assistenza primaria o dal pediatra di libera scelta, dall'infermiere, dall'assistente sociale e dal personale amministrativo. Questa struttura rappresenta il punto di riferimento continuativo per l'utente che accede alla Casa della Comunità.

Accanto a questo nucleo si affianca un'équipe a geometria variabile, che si attiva in base alle necessità cliniche e assistenziali del singolo paziente. Ne fanno parte, quando servono, medici specialisti, psicologi, farmacisti, professionisti della riabilitazione e altri operatori sanitari. La composizione, quindi, non è rigida ma si adatta al percorso di cura, garantendo flessibilità e appropriatezza degli interventi.

Cosa cambia per gli infermieri

Per la professione infermieristica il documento consolida un ruolo già valorizzato dal DM 77, in particolare con la figura dell'infermiere di famiglia e comunità. L'infermiere non è più un semplice esecutore, ma diventa parte integrante del processo decisionale e organizzativo, contribuendo alla valutazione dei bisogni, alla pianificazione degli interventi e al coordinamento con le altre figure professionali.

Il lavoro in team richiede competenze relazionali e comunicative solide, capacità di condividere informazioni e obiettivi, oltre a una chiara definizione delle responsabilità di ciascun componente. La presa in carico integrata punta a evitare frammentazioni e duplicazioni, migliorando la continuità assistenziale soprattutto per i pazienti cronici e fragili.

Verso un'assistenza territoriale integrata

Le linee guida forniscono indicazioni operative concrete su come far funzionare questo modello nella quotidianità dei servizi. La sfida ora si sposta sull'attuazione pratica: la reale disponibilità di personale, l'organizzazione degli spazi e la costruzione di una cultura del lavoro condiviso saranno gli elementi decisivi per trasformare le indicazioni sulla carta in un'assistenza territoriale più efficace e vicina ai cittadini.

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