Colpo di calore: come riconoscerlo e proteggere gli anziani fragili
La mortalità legata al caldo negli over 65 è cresciuta del 54% in vent'anni. Prevenzione e intervento tempestivo sono decisivi per abbassare il rischio.

Le ondate di calore rappresentano una minaccia sanitaria sempre più concreta, soprattutto per le persone anziane e per chi convive con patologie croniche. I dati sono eloquenti: negli ultimi due decenni la mortalità correlata alle alte temperature nella popolazione con più di 65 anni ha registrato un incremento del 54%. Il colpo di calore, in particolare, è un'emergenza medica che, se non trattata rapidamente, può portare a un tasso di mortalità che arriva fino all'80%.
Per gli infermieri, sia nei contesti ospedalieri sia sul territorio e nell'assistenza domiciliare, è fondamentale saper riconoscere precocemente i segnali e attivare interventi mirati.
Riconoscere il colpo di calore
Il colpo di calore si verifica quando i meccanismi di termoregolazione dell'organismo falliscono e la temperatura corporea supera i 40°C. A differenza del semplice esaurimento da calore, si accompagna a segni neurologici importanti: confusione mentale, disorientamento, alterazioni della coscienza fino al coma, convulsioni. La cute può apparire calda e arrossata, spesso asciutta perché la sudorazione viene meno. Si osservano inoltre tachicardia, respiro accelerato e ipotensione.
Negli anziani il quadro può essere insidioso: i sintomi iniziali vengono facilmente confusi con altri malesseri, ritardando il soccorso. Anche l'assunzione di alcuni farmaci, come diuretici, betabloccanti e anticolinergici, riduce la capacità di adattamento al caldo.
Interventi immediati
Di fronte a un sospetto colpo di calore l'obiettivo prioritario è abbassare rapidamente la temperatura corporea. Occorre spostare la persona in un ambiente fresco e ombreggiato, rimuovere gli indumenti in eccesso e favorire il raffreddamento con impacchi freddi da applicare su collo, ascelle e inguine, dove passano i grandi vasi. È utile ventilare e, se la persona è cosciente e vigile, reidratare con piccoli sorsi di acqua. Nei casi gravi va attivato subito il sistema di emergenza per il trasporto in ospedale e il monitoraggio dei parametri vitali.
La prevenzione fa la differenza
Il ruolo educativo dell'infermiere è centrale. Nei confronti dei soggetti più fragili è importante raccomandare un'idratazione regolare anche in assenza di sete, evitare l'esposizione al sole nelle ore centrali della giornata, indossare abiti leggeri e mantenere gli ambienti freschi. Un'attenzione particolare va rivolta alle persone che vivono sole, ai pazienti con decadimento cognitivo e a chi assume terapie che interferiscono con la termoregolazione.
Monitorare i soggetti a rischio durante le ondate di calore, sensibilizzare i caregiver e intervenire tempestivamente ai primi segnali sono le strategie più efficaci per ridurre una mortalità che, altrimenti, resta drammaticamente elevata.
Screening oncologici in Italia: adesione ancora sotto la metà, ma la mammografia cresce


