Salute

Difterite a Palermo: il caso che riporta l'attenzione su una malattia dimenticata

La morte di una bambina non vaccinata riaccende il dibattito sulla difterite, patologia quasi scomparsa in Italia grazie alle campagne vaccinali. Ecco cosa devono sapere gli operatori sanitari.

by Redazione 21 agosto 2026
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Il recente decesso di una bambina a Palermo ha riportato sotto i riflettori una malattia che in Italia sembrava ormai relegata ai libri di storia della medicina: la difterite. La piccola non risultava vaccinata, un dettaglio che ha immediatamente riaperto il confronto sull'importanza delle coperture vaccinali e sui rischi legati al loro calo.

Per gli infermieri e gli altri professionisti sanitari, questo episodio rappresenta un promemoria importante: patologie che consideriamo debellate possono ricomparire quando l'immunità di comunità si indebolisce. Conoscere segni clinici, modalità di trasmissione e strategie di prevenzione torna quindi a essere una competenza attuale.

Che cos'è la difterite e come si trasmette

La difterite è un'infezione batterica causata dal Corynebacterium diphtheriae, un microrganismo capace di produrre una tossina responsabile delle manifestazioni più gravi. La trasmissione avviene principalmente per via aerea, attraverso le goccioline respiratorie emesse con tosse e starnuti, oppure per contatto diretto con secrezioni infette o lesioni cutanee.

Il periodo di incubazione è generalmente breve, da due a cinque giorni. La forma respiratoria è la più pericolosa: si sviluppa una caratteristica membrana grigiastra a livello di gola e tonsille, che può ostacolare la respirazione. Tra i sintomi iniziali figurano mal di gola, febbre, difficoltà a deglutire e ingrossamento dei linfonodi del collo.

Le complicanze da non sottovalutare

La vera minaccia della difterite è legata alla tossina prodotta dal batterio, che può raggiungere organi come cuore e sistema nervoso. Tra le complicanze più temibili vi sono miocardite, aritmie, paralisi muscolari e insufficienza respiratoria. Proprio per questo motivo la diagnosi precoce e la somministrazione tempestiva dell'antitossina e degli antibiotici risultano decisive per l'esito clinico.

Perché la vaccinazione resta fondamentale

La difterite è quasi scomparsa nei Paesi con elevate coperture vaccinali proprio grazie all'immunizzazione. In Italia il vaccino è incluso nell'esavalente somministrato in età pediatrica e prevede richiami periodici, poiché la protezione tende a ridursi nel tempo. Per questo motivo anche gli adulti dovrebbero verificare di essere in regola con i richiami, in particolare gli operatori sanitari.

Il caso di Palermo ricorda quanto sia fragile l'equilibrio raggiunto: bastano sacche di popolazione non protetta perché una malattia dimenticata torni a fare vittime. Gli infermieri hanno un ruolo chiave nell'educazione sanitaria, nel promuovere l'adesione ai programmi vaccinali e nel riconoscere precocemente quadri clinici sospetti, contribuendo così a tutelare la salute collettiva.

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