Infermieri nella scuola: 17 assunzioni autorizzate per l'anno 2026/2027
Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha dato il via libera a 17 nuove assunzioni di infermieri nel comparto ATA per il prossimo anno scolastico, coprendo poco meno del 40% dei posti disponibili.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) ha ufficializzato l'autorizzazione all'assunzione di 17 infermieri all'interno del personale ATA (Amministrativo, Tecnico e Ausiliario) per l'anno scolastico 2026/2027. Si tratta di una decisione che conferma l'inserimento della figura infermieristica nel contesto scolastico, un percorso avviato negli ultimi anni e che progressivamente sta trovando spazio nel sistema educativo italiano.
I numeri, tuttavia, raccontano una copertura ancora parziale del fabbisogno. Le 17 posizioni approvate rappresentano infatti il 39,5% dei posti complessivamente disponibili. In altre parole, oltre il 60% delle esigenze rimane scoperto: restano vacanti 26 posti, che per il momento non troveranno una copertura tramite queste nuove immissioni.
Il ruolo dell'infermiere nella scuola
L'introduzione dell'infermiere scolastico risponde a un'esigenza sempre più sentita: garantire una presenza sanitaria qualificata all'interno degli istituti, capace di gestire situazioni cliniche, emergenze e percorsi di educazione alla salute rivolti a studenti e personale. La figura professionale può occuparsi della somministrazione di terapie salvavita, del monitoraggio di alunni con patologie croniche, della gestione dei primi interventi in caso di infortunio e della promozione di stili di vita corretti.
Si tratta di un ambito occupazionale relativamente nuovo per gli infermieri, che amplia le prospettive professionali al di fuori dei contesti ospedalieri e territoriali tradizionali. L'inserimento nel comparto ATA colloca inoltre questa figura in una cornice contrattuale e organizzativa specifica, legata al mondo della scuola.
Un bilancio a luci e ombre
Se da un lato l'autorizzazione delle 17 assunzioni testimonia la volontà di consolidare la presenza infermieristica negli istituti scolastici, dall'altro il fatto che quasi due terzi dei posti restino scoperti evidenzia le difficoltà nel dare piena attuazione a questo modello. I 26 posti vacanti rappresentano un potenziale bacino di opportunità che, allo stato attuale, non trova risposta.
Per la professione infermieristica il tema resta di grande interesse. La possibilità di operare nella scuola non solo diversifica le carriere disponibili, ma valorizza le competenze infermieristiche in un contesto di prevenzione e presidio sanitario di prossimità. Sarà importante monitorare l'evoluzione di questa progettualità nei prossimi anni scolastici, per verificare se la copertura dei posti disponibili tenderà a crescere e a rispondere in maniera più completa al fabbisogno reale.
Nel frattempo, gli infermieri interessati a questo percorso professionale sono invitati a seguire con attenzione i bandi e le graduatorie relative al comparto ATA, che rappresentano la porta d'accesso a queste nuove posizioni.

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