LEA, 18 Regioni su 21 raggiungono la sufficienza: i dati dello studio Altems
Tra il 2020 e il 2024 le Regioni promosse in tutte e tre le aree dei Livelli Essenziali di Assistenza passano da 11 a 18. Un'analisi del rapporto tra spesa sanitaria e performance del Servizio sanitario nazionale.

Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) restituisce un quadro in miglioramento per il Servizio sanitario nazionale. Secondo lo studio condotto dall'Altems, l'Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica, il numero di Regioni che raggiungono la sufficienza in tutte e tre le aree valutate è cresciuto in modo significativo negli ultimi anni.
Nel dettaglio, tra il 2020 e il 2024 le Regioni considerate promosse sono passate da 11 a 18 su un totale di 21 territori esaminati. Un incremento che testimonia una progressiva riduzione delle distanze tra i diversi sistemi sanitari regionali, pur senza cancellare del tutto le differenze storiche tra Nord e Sud del Paese.
Cosa misura il monitoraggio dei LEA
I Livelli Essenziali di Assistenza rappresentano l'insieme delle prestazioni e dei servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini, in modo uniforme sull'intero territorio. La valutazione si articola su tre grandi aree: la prevenzione collettiva e la sanità pubblica, l'assistenza distrettuale (che comprende le cure territoriali e domiciliari) e l'assistenza ospedaliera.
Per essere considerata pienamente adempiente, una Regione deve raggiungere la soglia di sufficienza in ciascuna di queste tre dimensioni. Non basta quindi eccellere in un solo ambito: il sistema di valutazione premia l'equilibrio complessivo dell'offerta assistenziale.
Il legame tra spesa e performance
Uno degli aspetti più interessanti dello studio Altems riguarda l'analisi del rapporto tra risorse impiegate e risultati ottenuti. L'indagine non si limita a fotografare i risultati, ma mette in relazione la spesa sanitaria sostenuta dalle Regioni con la qualità e l'efficacia dei servizi erogati.
Emerge così che una spesa più elevata non si traduce automaticamente in performance migliori: contano l'organizzazione dei servizi, l'appropriatezza delle prestazioni e la capacità di programmazione. Alcune Regioni riescono a garantire buoni risultati con un impiego più efficiente delle risorse, mentre altre, pur investendo di più, faticano a raggiungere la piena adempienza.
Cosa significa per i professionisti sanitari
Per gli infermieri e per l'intero personale sanitario questi dati hanno un valore concreto. Il rafforzamento dell'assistenza distrettuale e territoriale, in particolare, chiama in causa direttamente le professioni infermieristiche, sempre più centrali nella presa in carico dei pazienti cronici e nell'assistenza domiciliare.
Il miglioramento generale dei LEA racconta di un sistema che si sta riequilibrando, ma i tre territori ancora sotto la soglia segnalano che il lavoro sull'equità di accesso alle cure non è concluso. Investire sulle competenze e sulla presenza capillare degli operatori sul territorio resta una delle leve fondamentali per consolidare i progressi raggiunti.

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