Salute

LEA e valutazione delle Regioni: oltre le classifiche serve capire l'efficienza della spesa

La fotografia annuale del Ministero sui Livelli Essenziali di Assistenza mostra dove si eroga meglio, ma il vero nodo è comprendere quali Regioni utilizzano al meglio le risorse disponibili.

by Redazione 21 luglio 2026
Condividi
LEA e valutazione delle Regioni: oltre le classifiche serve capire l'efficienza della spesa

Ogni anno, verso la fine di giugno, il Ministero della Salute pubblica la sua analisi sulla capacità delle Regioni di garantire ai cittadini i Livelli Essenziali di Assistenza, ovvero l'insieme delle prestazioni e dei servizi che il Servizio Sanitario Nazionale deve assicurare a tutti in modo uniforme sul territorio. Lo strumento utilizzato è il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG), che attraverso una serie di indicatori misura le performance regionali nelle tre grandi aree dell'assistenza: prevenzione, cure territoriali e assistenza ospedaliera.

Non basta assegnare un voto

Il rischio, ogni volta che escono questi dati, è quello di ridurre tutto a una semplice pagella: Regioni promosse e Regioni bocciate. Un approccio comprensibile dal punto di vista comunicativo, ma che rischia di raccontare solo una parte della storia. Sapere se un territorio raggiunge o meno le soglie previste per ciascuna area è utile, ma dice poco sulle ragioni profonde dei divari e su come intervenire concretamente per ridurli.

La vera domanda, infatti, non è solo chi eroga i servizi in modo adeguato, ma chi lo fa spendendo meglio. In altre parole, occorre incrociare i risultati raggiunti con le risorse effettivamente impiegate. Alcune Regioni ottengono buoni punteggi anche a fronte di una spesa contenuta, dimostrando una gestione efficiente; altre, pur investendo cifre importanti, faticano a garantire prestazioni all'altezza degli standard.

Perché questo interessa chi lavora in sanità

Per gli infermieri e per tutti i professionisti sanitari, questi dati non sono un esercizio puramente statistico. Il modo in cui una Regione organizza e finanzia i propri servizi si riflette direttamente sulle condizioni di lavoro quotidiano: dalla dotazione di personale nei reparti alla disponibilità di servizi territoriali, dalla presa in carico dei pazienti cronici alla capacità di ridurre le liste d'attesa.

Un'assistenza territoriale ben organizzata, per esempio, alleggerisce la pressione sui pronto soccorso e sugli ospedali, con benefici concreti sui carichi di lavoro. Al contrario, dove la spesa non si traduce in servizi efficienti, sono spesso gli operatori a farsi carico delle inefficienze del sistema.

Verso una lettura più matura dei dati

Interpretare i risultati del NSG in chiave di efficienza, e non solo di risultato assoluto, permetterebbe di individuare le buone pratiche e di trasferirle da un contesto all'altro. Significa passare da una logica di giudizio a una di apprendimento, valorizzando i modelli organizzativi che funzionano e che, non a caso, tendono a valorizzare anche il ruolo dei professionisti sul territorio. Per il futuro del SSN, capire chi spende meglio è probabilmente più importante che stabilire chi spende di più.

Continua a leggereTutti