Liste d'attesa, il primo report Agenas: più prestazioni nei tempi ma restano criticità territoriali
Nel primo semestre 2026 oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più erogati nei tempi di garanzia, ma quasi 2,8 milioni di prestazioni restano fuori soglia. Ecco cosa emerge dal nuovo monitoraggio nazionale.

È arrivato il primo bollettino periodico dell'Agenas dedicato al monitoraggio delle liste d'attesa, il documento inaugurale reso disponibile dopo l'avvio della Piattaforma nazionale che raccoglie e analizza i dati provenienti dalle Regioni. Un passaggio importante per chi lavora quotidianamente nei servizi sanitari, perché offre per la prima volta una fotografia sistematica dell'andamento delle prestazioni ambulatoriali e del rispetto dei tempi previsti.
I numeri principali del monitoraggio
Nel corso del primo semestre 2026 il sistema ha registrato oltre 1,6 milioni di visite ed esami in più erogati entro i tempi di garanzia rispetto ai periodi precedenti. Si tratta di un segnale incoraggiante, che indica una maggiore capacità del sistema di rispondere alla domanda di prestazioni nei tempi stabiliti dalle classi di priorità.
Il miglioramento appare più marcato per le prestazioni urgenti e per quelle con priorità a breve termine, ossia le richieste che devono essere soddisfatte in tempi ristretti. È proprio su questi ambiti che si concentra l'attenzione maggiore, trattandosi delle situazioni cliniche più delicate dal punto di vista assistenziale.
Le criticità che restano aperte
Nonostante i progressi, il quadro complessivo evidenzia diverse ombre. Restano infatti quasi 2,8 milioni di prestazioni ancora erogate oltre i tempi massimi previsti, un volume che testimonia quanto sia ancora lungo il cammino per garantire un accesso tempestivo alle cure su tutto il territorio.
Il report sottolinea inoltre forti disomogeneità tra le diverse aree del Paese: la capacità di rispettare i tempi non è uniforme e le differenze regionali continuano a incidere in modo significativo sull'esperienza dei cittadini. In diverse Regioni persistono anche criticità nell'attribuzione delle classi di priorità, un aspetto tecnico ma centrale, perché una classificazione corretta della richiesta è il presupposto per programmare correttamente le agende e distribuire le risorse.
Cosa significa per gli operatori sanitari
Per infermieri e professionisti sanitari questi dati non rappresentano solo statistiche, ma riflettono la pressione organizzativa che grava sui servizi. Una corretta attribuzione della priorità clinica, spesso frutto di una collaborazione tra medici, infermieri e personale amministrativo, è determinante per ottimizzare i percorsi e ridurre le attese.
La disponibilità di uno strumento nazionale di monitoraggio permette di individuare con maggiore precisione i punti deboli e di intervenire in modo mirato. Il primo bollettino Agenas fotografa quindi un sistema in movimento, con segnali di miglioramento ma ancora chiamato a colmare divari significativi. Sarà interessante osservare, nei prossimi bollettini, se il trend positivo verrà consolidato e se le disparità territoriali potranno gradualmente ridursi.

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