Medicina generale: quasi 6mila domande per 2.651 posti al Corso di formazione 2026-2029
Il bando per il Corso di formazione specifica in medicina generale registra un numero record di candidature. La Fimmg chiede riforme concrete per non deludere i giovani medici.

Il Corso di formazione specifica in medicina generale relativo al triennio 2026-2029 ha fatto segnare un dato che sorprende positivamente: sono arrivate 5.965 domande a fronte di 2.651 posti disponibili. Un numero di candidature più che raddoppiato rispetto ai posti messi a bando, che riporta l'attenzione su una professione da tempo considerata in difficoltà nell'attrarre nuove leve.
Il commento della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) è arrivato attraverso il segretario nazionale Silvestro Scotti, che ha letto questi numeri come un segnale di rinnovato interesse. Secondo la Federazione, la medicina generale sta tornando a essere percepita dai giovani laureati come una scelta professionale motivata e consapevole, non più come un ripiego rispetto ad altre specializzazioni.
Un'opportunità da non sprecare
La Fimmg avverte però che l'entusiasmo dei candidati non può restare senza risposte. La fiducia dimostrata dai giovani medici, sottolinea Scotti, va accompagnata da interventi strutturali e da atti concreti: in caso contrario si rischia di vanificare questo slancio e di deludere chi ha scelto di investire nella medicina di famiglia.
Tra le priorità indicate dalla Federazione figura il potenziamento della diagnostica di primo livello direttamente negli studi dei medici, così da rafforzare la capacità di presa in carico sul territorio e ridurre il ricorso improprio alle strutture ospedaliere. Un tema che tocca da vicino anche il lavoro quotidiano degli infermieri impegnati nell'assistenza territoriale e nell'integrazione tra i diversi professionisti.
Le richieste della Fimmg
Accanto alla diagnostica, la Federazione chiede una decisa sburocratizzazione dell'attività, con l'obiettivo di liberare tempo da dedicare alla relazione di cura e alla clinica. Altro punto centrale è la riforma della formazione, ritenuta necessaria per allineare il percorso dei futuri medici di famiglia alle reali esigenze del sistema sanitario e all'evoluzione dell'assistenza sul territorio.
La Fimmg insiste inoltre sul rafforzamento delle Case della Comunità, presidi pensati come luoghi di integrazione tra medici, infermieri e altre figure sanitarie, e sulla previsione di incentivi fiscali per i medici di famiglia, utili a rendere più sostenibile e attrattivo l'esercizio della professione.
Per i professionisti sanitari il messaggio è chiaro: l'aumento delle candidature rappresenta un'occasione preziosa per ridisegnare l'assistenza primaria, ma il futuro della medicina generale dipenderà dalla capacità delle istituzioni di trasformare l'interesse dei giovani in condizioni di lavoro concrete e sostenibili. Un tema che riguarda l'intera squadra dell'assistenza territoriale, nella quale l'infermieristica gioca un ruolo sempre più determinante.

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