Infermiere

RAR 2026 in Lombardia: quattro sindacati dicono no all'intesa

Fials, Cisl Fp, Nursing Up e Nursind non firmano l'accordo sulle Risorse Aggiuntive Regionali. Al centro della contesa la richiesta di nuovi fondi per ampliare la platea senza penalizzare i singoli operatori.

by Redazione 30 giugno 2026
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RAR 2026 in Lombardia: quattro sindacati dicono no all'intesa

Si complica il percorso delle Risorse Aggiuntive Regionali (RAR) 2026 in Lombardia. Quattro sigle sindacali della sanità — Fials, Cisl Fp, Nursing Up e Nursind — hanno scelto di non sottoscrivere l'intesa proposta, motivando il diniego con la mancanza di coperture economiche adeguate.

Cosa sono le RAR e perché contano

Le Risorse Aggiuntive Regionali rappresentano una quota economica che le Regioni possono destinare al personale del Servizio sanitario per valorizzare l'impegno e le condizioni di lavoro. Per infermieri, operatori e professionisti sanitari si tratta di una voce retributiva non secondaria, che incide concretamente sulla busta paga e sul riconoscimento del lavoro svolto in contesti spesso gravati da carenze di organico e turni intensi.

Il nodo della trattativa

Il punto di frizione riguarda la modalità con cui distribuire le risorse disponibili. Secondo le organizzazioni che hanno rifiutato la firma, l'attuale impianto rischierebbe di allargare il numero dei beneficiari attingendo allo stesso budget, con il risultato di ridurre l'importo riconosciuto a ciascun lavoratore. In altre parole, estendere la platea senza incrementare i fondi significherebbe spalmare le stesse somme su più persone, abbassando il beneficio individuale.

Per questo i sindacati chiedono uno stanziamento aggiuntivo: l'obiettivo dichiarato è ampliare il riconoscimento economico a un numero maggiore di professionisti senza che ciò avvenga a discapito di chi già percepisce queste somme. Una posizione che mette al centro la sostenibilità reale dell'accordo e non solo la sua formula sulla carta.

Le possibili ricadute per i professionisti

La mancata firma di quattro sigle non blocca automaticamente l'intero processo, ma segnala una frattura significativa nel confronto con la Regione. Per il personale infermieristico e sanitario lombardo l'esito della trattativa avrà effetti diretti: dall'entità delle somme percepite ai criteri con cui verranno assegnate.

La vicenda riapre inoltre un tema più ampio e ricorrente nel settore: quello dell'adeguatezza dei fondi destinati alla valorizzazione del personale sanitario. In un momento di forte pressione sui servizi e di difficoltà nel trattenere i professionisti, la questione economica resta uno degli strumenti chiave per riconoscere il valore di chi opera in corsia.

Nelle prossime settimane sarà importante seguire l'evoluzione del tavolo regionale, per capire se arriveranno le risorse aggiuntive richieste o se prevarrà l'impianto contestato. Gli operatori interessati sono invitati a confrontarsi con le proprie rappresentanze sindacali per restare aggiornati sugli sviluppi.

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