Lavoro

Retribuzione durante le ferie: due sentenze riconoscono il diritto alle indennità abituali

I Tribunali di Asti e Torino stabiliscono che durante il periodo di ferie il lavoratore ha diritto a percepire anche le indennità normalmente corrisposte. Una decisione con possibili ricadute per infermieri e personale sanitario.

by Redazione 2 luglio 2026
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Retribuzione durante le ferie: due sentenze riconoscono il diritto alle indennità abituali

Due recenti pronunce dei Tribunali di Asti e Torino tornano ad accendere i riflettori su un tema che riguarda da vicino chi lavora nella sanità: la corretta retribuzione durante i periodi di ferie. Secondo i giudici, infatti, il lavoratore non deve subire alcuna penalizzazione economica quando usufruisce del riposo annuale e ha diritto a percepire non solo lo stipendio base, ma anche le indennità che riceve abitualmente nel corso dell'attività lavorativa.

Cosa hanno stabilito i giudici

Il principio richiamato dalle sentenze è tanto semplice quanto rilevante: le ferie devono essere retribuite come se il dipendente stesse effettivamente lavorando. Questo significa che tutte le voci accessorie percepite in modo continuativo e costante durante l'anno – come le indennità legate a turni, notti, festivi o a particolari condizioni di servizio – dovrebbero rientrare nel calcolo della retribuzione feriale.

La logica alla base è quella di garantire che nessuno venga scoraggiato dal fruire del proprio diritto al riposo per timore di una riduzione dello stipendio. Se durante le ferie venissero escluse le indennità normalmente corrisposte, il lavoratore percepirebbe infatti una somma inferiore rispetto ai periodi di attività, con un effetto disincentivante rispetto al pieno godimento delle ferie.

Perché la questione interessa gli infermieri

Il tema tocca in modo particolare il personale sanitario, e gli infermieri in primis, la cui retribuzione è spesso composta da numerose voci accessorie collegate all'organizzazione del lavoro su turni. Indennità notturne, per il lavoro festivo, per la specificità delle mansioni e altre componenti costituiscono una quota significativa del compenso mensile complessivo.

Se queste voci non vengono considerate nel calcolo della retribuzione durante le ferie, la differenza economica sul cedolino può risultare tutt'altro che trascurabile. Le sentenze in questione offrono quindi un orientamento importante a sostegno del diritto a una retribuzione piena anche nei giorni di riposo annuale.

Un principio in linea con la normativa europea

Le decisioni dei due Tribunali si inseriscono in un filone giurisprudenziale ormai consolidato, che trae origine anche dalle indicazioni della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. Il diritto alle ferie retribuite è infatti riconosciuto come un principio fondamentale del diritto del lavoro comunitario, e la sua effettività passa proprio dalla garanzia di una retribuzione equivalente a quella percepita durante il servizio.

Per gli operatori sanitari interessati, queste pronunce rappresentano un utile riferimento per valutare la correttezza del proprio trattamento economico durante le ferie. In presenza di dubbi sul calcolo delle indennità, può essere opportuno confrontarsi con le organizzazioni sindacali o con un consulente del lavoro per verificare eventuali margini di tutela.

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