Salute

Spesa farmaceutica 2025: quasi 25 miliardi di euro, in crescita del 5%

I dati definitivi di Aifa mostrano un aumento della spesa farmaceutica nazionale, con la diretta in sforamento di 4,8 miliardi e la convenzionata in avanzo. Consumi stabili e ticket in lieve aumento.

by Redazione 31 luglio 2026
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Spesa farmaceutica 2025: quasi 25 miliardi di euro, in crescita del 5%

Il quadro della spesa farmaceutica italiana per il 2025 è ormai definito. Secondo i dati diffusi dall'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), il valore complessivo si avvicina ai 25 miliardi di euro, registrando un incremento di circa il 5% rispetto all'anno precedente. Un dato che merita attenzione da parte di tutti i professionisti sanitari, poiché fotografa le dinamiche di consumo e distribuzione dei medicinali sul territorio nazionale.

Diretta in sforamento, convenzionata in avanzo

Il report evidenzia un andamento contrastante tra i due principali canali di distribuzione. La spesa farmaceutica per acquisti diretti, ossia quella che riguarda i farmaci acquistati dalle strutture sanitarie pubbliche, ha superato i limiti previsti dalla programmazione con uno sforamento pari a 4,8 miliardi di euro. Situazione opposta per la farmaceutica convenzionata, quella legata alle prescrizioni ritirate in farmacia, che invece chiude con un avanzo di circa 500 milioni di euro rispetto al tetto assegnato.

Consumi stabili e ticket in lieve aumento

Sul fronte dei consumi la situazione appare sostanzialmente stabile, con una modesta crescita sia delle dosi effettivamente dispensate sia della compartecipazione a carico dei cittadini attraverso il ticket. Si tratta di segnali che indicano un accesso ai farmaci tutto sommato costante, pur in un contesto di pressione economica sul sistema sanitario.

Il capitolo dei farmaci innovativi

Un elemento di particolare interesse riguarda i medicinali con indicazione innovativa, la cui spesa si è attestata intorno ai 689,6 milioni di euro. Rispetto al 2024 si registra una riduzione di circa 178,2 milioni, un calo che si è verificato nonostante l'entrata in vigore di specifici provvedimenti dedicati a questa categoria di farmaci. Questo andamento riflette le complesse dinamiche legate all'ingresso, alla scadenza dello status di innovatività e alla riclassificazione di alcune terapie.

Il payback a carico delle aziende

Infine, il meccanismo del payback, che prevede il ripiano da parte delle aziende farmaceutiche in caso di superamento dei tetti di spesa, comporterà un contributo complessivo di 2,3 miliardi di euro. Rispetto all'anno precedente si tratta di un incremento di circa 300 milioni, a conferma della crescente tensione tra sostenibilità economica del sistema e disponibilità di terapie sempre più avanzate.

Per gli infermieri e per tutti gli operatori sanitari questi numeri rappresentano più di una semplice contabilità: raccontano le scelte di sistema che influenzano quotidianamente la disponibilità dei farmaci nei reparti e sul territorio, con ricadute dirette sulla continuità assistenziale e sull'accesso alle cure.

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