Salute

West Nile: l'OMS Europa chiede più sorveglianza e prevenzione contro le zanzare

L'Ufficio regionale dell'OMS per l'Europa invita a intensificare il monitoraggio e le misure di protezione individuale. L'Italia è il Paese con la maggiore diffusione geografica del virus.

by Redazione 24 luglio 2026
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West Nile: l'OMS Europa chiede più sorveglianza e prevenzione contro le zanzare

Il virus West Nile torna al centro dell'attenzione sanitaria europea. L'Ufficio regionale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per l'Europa ha lanciato un appello ai Paesi del continente affinché rafforzino i sistemi di sorveglianza entomologica e potenzino le campagne informative rivolte alla popolazione. L'obiettivo è contenere la circolazione di un'infezione che, pur restando a basso rischio per la maggior parte delle persone, richiede attenzione costante da parte di istituzioni e operatori sanitari.

Secondo i dati aggiornati, Grecia e Italia registrano attualmente lo stesso numero di casi confermati, pari a 21 ciascuna. Il nostro Paese si distingue però per l'estensione geografica del fenomeno: le infezioni sono state accertate in ben 17 aree diverse, un dato che conferma quanto la diffusione del virus sia ampia sul territorio nazionale.

Il ruolo della sorveglianza e della prevenzione

Il direttore regionale dell'OMS Europa, Hans Henri P. Kluge, ha ribadito che per la maggioranza delle persone il pericolo rappresentato dal West Nile rimane contenuto. Tuttavia, ha sottolineato quanto sia essenziale adottare comportamenti di protezione contro le punture di zanzara, principale veicolo di trasmissione del virus.

Le raccomandazioni dell'organizzazione si concentrano su misure semplici ma efficaci: l'utilizzo di repellenti cutanei, l'impiego di indumenti che coprano braccia e gambe, soprattutto nelle ore serali e notturne, e l'eliminazione dei ristagni d'acqua, ambiente ideale per la proliferazione delle larve di zanzara. Prosciugare sottovasi, secchi, grondaie e qualsiasi contenitore in grado di raccogliere acqua stagnante rappresenta un intervento decisivo per ridurre la popolazione di insetti vettori.

Cosa possono fare gli operatori sanitari

Per infermieri e professionisti della salute, la conoscenza del quadro epidemiologico è fondamentale sia nell'attività di assistenza sia in quella di educazione sanitaria. La maggior parte delle persone infettate resta asintomatica, mentre circa un caso su cinque sviluppa sintomi simil-influenzali come febbre, cefalea e dolori muscolari. Solo una minoranza, in particolare anziani e soggetti fragili, può andare incontro a complicanze neurologiche gravi come encefaliti o meningiti.

Il personale sanitario ha un ruolo strategico nel diffondere alla popolazione le corrette pratiche di prevenzione, nel riconoscere precocemente i segnali clinici sospetti e nel favorire la segnalazione tempestiva dei casi ai sistemi di sorveglianza. In un contesto in cui il cambiamento climatico favorisce l'espansione delle zanzare vettori, l'attenzione verso questa infezione è destinata a crescere anche nei prossimi anni.

L'invito dell'OMS è chiaro: sorveglianza attiva, informazione capillare e adozione di misure protettive individuali restano gli strumenti più efficaci per limitare l'impatto del West Nile sulla salute pubblica.

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