Il settore dei dispositivi medici in Italia è un importante motore economico, ma la presenza del payback sta avendo un impatto negativo sulle possibilità di crescita e innovazione del settore. Questo è quanto emerso dall'intervento del presidente di Confindustria dispositivi medici, Nicola Barni, al Forum risk management di Arezzo, dove ha sottolineato l'urgenza di cancellare il payback per promuovere l'innovazione, gli investimenti e la competitività nel paese.
Il payback, che consiste nel rimborso che le aziende devono versare al Servizio Sanitario Nazionale per i dispositivi medici utilizzati, rappresenta un'importante fonte di entrate per lo Stato, ma allo stesso tempo limita la capacità delle imprese di reinvestire in ricerca e sviluppo, ostacolando la crescita del settore e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Secondo Barni, il payback comporta una perdita annua di circa 860 milioni di Pil per il settore dei dispositivi medici, a fronte di un contributo al bilancio pubblico di soli 1 miliardo di euro l'anno. Questo squilibrio mette in evidenza la necessità di rivedere il sistema attuale e trovare soluzioni alternative che favoriscano la competitività delle imprese e il progresso tecnologico nel settore sanitario.
La cancellazione del payback potrebbe avere numerosi benefici per l'industria dei dispositivi medici in Italia. Innanzitutto, consentirebbe alle aziende di reinvestire i propri utili in ricerca e sviluppo, favorendo l'innovazione e la creazione di prodotti sempre più avanzati e efficaci. Questo, a sua volta, potrebbe portare a una maggiore competitività sul mercato internazionale e a una crescita sostenuta del settore.
Inoltre, l'eliminazione del payback potrebbe favorire anche la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore dei dispositivi medici, contribuendo così a ridurre la disoccupazione e a sostenere la crescita economica del paese. In un momento in cui l'Italia ha bisogno di investimenti e di nuove opportunità di lavoro, questa misura potrebbe rappresentare una svolta positiva per l'industria e per l'intero sistema sanitario nazionale.
È importante sottolineare che la cancellazione del payback non comporterebbe necessariamente una perdita di entrate per lo Stato, in quanto potrebbero essere individuate nuove modalità di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale che non gravino sulle imprese del settore dei dispositivi medici. In questo modo, sarebbe possibile garantire la sostenibilità del sistema sanitario e allo stesso tempo favorire lo sviluppo e la crescita delle imprese del settore.
In conclusione, l'intervento di Nicola Barni al Forum risk management di Arezzo ha posto l'accento sull'importanza di rivedere il sistema del payback nel settore dei dispositivi medici in Italia. La cancellazione di questa tassa potrebbe rappresentare una vera opportunità per promuovere l'innovazione, gli investimenti e la competitività nel settore, contribuendo così a una maggiore crescita economica e a una migliore qualità dei servizi sanitari offerti alla popolazione.