Difterite e coperture vaccinali: oltre metà delle Regioni sotto la soglia di sicurezza
Nel 2025 tredici Regioni italiane non raggiungono la copertura del 95% raccomandata per la difterite e altre malattie prevenibili, con potenziali rischi per l'immunità di comunità.

Il quadro delle coperture vaccinali in Italia torna a destare attenzione. Secondo i dati più recenti, ben tredici Regioni non hanno raggiunto nel 2025 la cosiddetta soglia di sicurezza del 95% di bambini immunizzati contro la difterite e altre patologie prevenibili tramite vaccino. Un valore che, come ricordano gli esperti, non è arbitrario: rappresenta la percentuale minima necessaria per garantire l'immunità di comunità, quella barriera collettiva che protegge anche chi non può vaccinarsi per motivi clinici.
Perché il 95% è un numero cruciale
La soglia del 95%, indicata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e recepita dal Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, consente di interrompere la circolazione degli agenti patogeni. Quando la copertura scende sotto questo livello, aumenta il rischio che malattie ritenute ormai rare tornino a manifestarsi. La difterite, in particolare, è un'infezione batterica potenzialmente letale che nei Paesi ad alta copertura vaccinale è quasi scomparsa, ma che può riemergere laddove l'immunizzazione si indebolisce.
Il fatto che più della metà delle Regioni italiane si collochi al di sotto di questa soglia è un segnale che merita un monitoraggio costante. Le disomogeneità territoriali, del resto, rappresentano da anni una criticità del sistema vaccinale nazionale: accanto a realtà virtuose convivono aree in cui l'adesione fatica a consolidarsi.
Il ruolo degli infermieri nella promozione vaccinale
Per i professionisti sanitari, e in particolare per gli infermieri, questi dati confermano quanto sia centrale il lavoro sul territorio. L'infermiere di famiglia e comunità, così come il personale dei servizi vaccinali, svolge un ruolo determinante nell'informare le famiglie, nel contrastare la disinformazione e nel recuperare i soggetti che hanno saltato le somministrazioni previste dal calendario.
La comunicazione efficace resta uno strumento fondamentale: spiegare con chiarezza i benefici della vaccinazione, ascoltare i dubbi dei genitori e offrire risposte basate sull'evidenza scientifica sono attività che rientrano pienamente nelle competenze infermieristiche. In questo senso, il recupero delle coperture passa anche attraverso l'organizzazione di ambulatori dedicati, orari flessibili e sistemi di richiamo attivo per le famiglie.
Il calo delle coperture non è quindi solo un tema statistico, ma una sfida concreta di salute pubblica. Rafforzare la fiducia nella vaccinazione e ridurre le disuguaglianze tra le Regioni sono obiettivi che richiedono il coinvolgimento di tutta la rete assistenziale. Gli infermieri, presidio di prossimità e primo punto di contatto per molti cittadini, restano protagonisti nel garantire che l'Italia non arretri su risultati raggiunti con decenni di impegno sanitario.


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