Tracciabilità dei farmaci: nasce la Banca dati centrale per seguire ogni confezione dalla produzione alla dispensazione
Un nuovo decreto Salute-Mef riorganizza il sistema nazionale di tracciabilità dei medicinali, imponendo comunicazioni puntuali lungo tutta la filiera. Ecco cosa cambia per la sanità.

Il sistema italiano di tracciabilità dei medicinali si prepara a un profondo rinnovamento. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un nuovo decreto interministeriale, firmato dai ministeri della Salute e dell'Economia, viene istituita una Banca dati centrale destinata a raccogliere e incrociare le informazioni relative a ogni singola confezione di farmaco, dalla fase di produzione fino alla consegna al paziente.
Il provvedimento manda in pensione l'impianto normativo risalente al 2004, ormai superato rispetto alle esigenze di controllo e sicurezza della filiera farmaceutica. L'obiettivo dichiarato è ottenere una fotografia completa e costantemente aggiornata dei movimenti dei medicinali sul territorio nazionale.
Come funzionerà il nuovo sistema
Il cuore della riforma è la condivisione capillare dei dati. Le aziende produttrici, i depositari e i grossisti saranno tenuti a trasmettere alla Banca dati centrale tutte le informazioni relative alle movimentazioni dei prodotti: destinatari delle forniture, quantità distribuite e valore economico delle transazioni a carico del Servizio sanitario nazionale.
Un ruolo altrettanto centrale spetta alle farmacie. Ogni giorno dovranno comunicare una serie di dati precisi per ciascuna dispensazione: il codice AIC del medicinale, l'identificativo univoco della singola confezione, i dati della farmacia e il momento esatto in cui il farmaco viene consegnato. In questo modo sarà possibile ricostruire l'intero percorso di ogni scatola, riducendo drasticamente gli spazi per irregolarità, sprechi e fenomeni di distribuzione illecita.
Chi potrà accedere ai dati
Le informazioni raccolte non resteranno confinate a un unico soggetto. Il decreto prevede infatti che possano consultare la Banca dati anche le Regioni e le Aziende sanitarie locali, oltre alla Guardia di Finanza e alle forze di pubblica sicurezza. Questa apertura risponde a una duplice finalità: da un lato migliorare la programmazione sanitaria e il monitoraggio della spesa farmaceutica, dall'altro rafforzare gli strumenti di contrasto a frodi, contraffazioni e furti di medicinali.
Cosa significa per i professionisti sanitari
Per infermieri e operatori impegnati nella gestione dei farmaci, il nuovo sistema si traduce in una filiera più trasparente e in una maggiore sicurezza nell'utilizzo dei medicinali. Una tracciabilità puntuale consente di intervenire con rapidità in caso di ritiri, allerte o segnalazioni di prodotti non conformi, tutelando i pazienti.
Il passaggio al nuovo modello richiederà probabilmente un adeguamento organizzativo e tecnologico a tutti i livelli della catena distributiva. Sarà interessante osservare come le strutture sanitarie e le farmacie integreranno questi nuovi obblighi di comunicazione nei propri flussi di lavoro quotidiani, in un'ottica di crescente digitalizzazione del comparto.

L'EMA aggiorna le risposte ufficiali sui vaccini: nessuna correlazione con l'autismo

Difterite e coperture vaccinali: oltre metà delle Regioni sotto la soglia di sicurezza


