Oderzo, allarme carenza infermieri in Emodialisi: un professionista per 54 pazienti
Il sindacato Nursing Up denuncia la grave sofferenza organizzativa del reparto di Emodialisi di Oderzo, con turni scoperti e un rischioso squilibrio nel rapporto tra personale e assistiti.

Il servizio di Emodialisi di Oderzo si trova ad affrontare una situazione critica sul fronte del personale infermieristico. A sollevare il caso è il sindacato Nursing Up, che ha portato all'attenzione delle istituzioni sanitarie locali un rapporto assistenziale definito insostenibile: un solo infermiere sarebbe chiamato a gestire fino a 54 pazienti.
Un dato che, se confermato nella sua gravità, appare del tutto incompatibile con gli standard di sicurezza richiesti da un'attività complessa e delicata come il trattamento dialitico, dove la sorveglianza continua e la tempestività degli interventi rappresentano elementi imprescindibili per la tutela della persona assistita.
Turni scoperti e rischio per la sicurezza
Secondo quanto denunciato dal sindacato, la carenza di organico si traduce quotidianamente in turni scoperti, che gravano sui professionisti già in servizio. Il personale rimasto è costretto a farsi carico di un volume di lavoro sproporzionalmente eccessivo, con evidenti ricadute sia sulla qualità dell'assistenza sia sul benessere psicofisico degli operatori.
La dialisi richiede un monitoraggio costante dei parametri vitali, la gestione degli accessi vascolari, il controllo delle apparecchiature e la pronta risposta a eventuali complicanze, che possono manifestarsi in modo rapido e imprevedibile. In un contesto di sotto-organico, la possibilità di garantire questi controlli in modo adeguato viene inevitabilmente compromessa, esponendo i pazienti a rischi potenzialmente seri.
Verso lo stato di agitazione
Di fronte a una condizione che il sindacato ritiene ormai non più tollerabile, Nursing Up ha prospettato la possibilità di avviare lo stato di agitazione del personale. Si tratta di uno strumento formale attraverso cui i lavoratori manifestano il proprio disagio e sollecitano l'apertura di un confronto con l'azienda sanitaria, nella speranza di ottenere soluzioni concrete e tempestive.
La richiesta principale riguarda l'adeguamento della dotazione organica, così da riportare il rapporto tra infermieri e pazienti entro parametri compatibili con un'assistenza sicura ed efficiente. Il sindacato chiede inoltre che vengano garantite adeguate coperture dei turni, per evitare che il peso della carenza ricada esclusivamente sulle spalle dei professionisti in servizio.
Un problema che va oltre il caso locale
La vicenda di Oderzo riflette una difficoltà diffusa in molte realtà sanitarie del Paese, dove la carenza di personale infermieristico continua a mettere sotto pressione interi reparti. Situazioni come questa richiamano l'attenzione sulla necessità di politiche di reclutamento più efficaci e di una valorizzazione concreta della professione infermieristica, indispensabile per garantire la continuità e la sicurezza delle cure.

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