Salute

Il rapporto degli italiani con la tecnologia: iperconnessione e ansia digitale sotto la lente

Un'indagine Eurispes mostra un Paese sempre più connesso ma con segnali di disagio: dipendenza dallo smartphone, uso improprio alla guida e ansia da batteria scarica. Spunti utili per chi lavora nella sanità.

by Redazione 1 settembre 2026
Condividi
Il rapporto degli italiani con la tecnologia: iperconnessione e ansia digitale sotto la lente

Che la tecnologia sia ormai parte integrante della nostra quotidianità è un dato di fatto. Ma quando l'uso diventa problematico? A questa domanda prova a rispondere una recente indagine dell'Eurispes, che descrive un'Italia sempre più connessa, con lo smartphone come strumento dominante nella vita di tutti i giorni. I numeri raccolti raccontano però anche il rovescio della medaglia: un rapporto con il digitale che per molti cittadini risulta tutt'altro che sereno.

Secondo la ricerca, oltre due italiani su tre hanno la percezione di trascorrere troppo tempo online. Nel dettaglio, il 70,8% degli intervistati riferisce la sensazione di sprecare ore preziose davanti agli schermi, un segnale di consapevolezza che tuttavia non sempre si traduce in comportamenti più equilibrati.

Ansia da disconnessione e comportamenti a rischio

Un dato che merita attenzione riguarda la cosiddetta ansia da batteria scarica: ben il 65,3% del campione ha dichiarato di aver provato disagio o preoccupazione al pensiero di rimanere senza carica. Si tratta di una forma di dipendenza emotiva dallo strumento, che gli esperti riconducono al timore di perdere il contatto con il proprio mondo relazionale e informativo.

Ancora più preoccupante, sul piano della sicurezza, è il capitolo dedicato all'uso del telefono durante la guida: il 22,8% degli intervistati ammette di utilizzarlo mentre è al volante, percentuale che sale fino al 40% tra i più giovani. Un comportamento che rappresenta un rischio concreto per la salute pubblica e che chiama in causa anche il ruolo educativo dei professionisti sanitari.

Il ruolo dei giovani e lo scrolling passivo

La fotografia scattata dall'Eurispes evidenzia come tra i giovani prevalga un utilizzo prevalentemente passivo dei dispositivi. Social network e applicazioni di messaggistica occupano gran parte del tempo trascorso online, spesso senza una reale interazione attiva. Emblematico il dato secondo cui il 96,5% dei giovani pratica abitualmente lo scrolling, ovvero lo scorrimento continuo dei contenuti, spesso in modo automatico e poco consapevole.

Per chi opera nel mondo della sanità, questi numeri offrono spunti di riflessione importanti. L'iperconnessione e le sue conseguenze psicologiche stanno diventando temi sempre più rilevanti nella pratica clinica, dalla gestione dell'ansia ai disturbi del sonno, fino all'impatto sulla salute mentale delle nuove generazioni. Riconoscere i segnali di un rapporto problematico con la tecnologia può aiutare gli infermieri e gli altri operatori a intercettare precocemente situazioni di disagio e a promuovere un uso più equilibrato degli strumenti digitali, sia tra i pazienti sia nella propria vita professionale.

Continua a leggereTutti